lunedì 20 aprile 2015

Francesca di Bragranza


Francesca di Bragranza, in un ritratto di Franz Xaver Winterhalter, pittore tedesco che viaggiò per le città più prestigiose d’Europa, Parigi, Londra, Praga, Vienna, Mosca…, ambìto ritrattista dei regnanti; sono celebri, tra i numerosi ritratti da lui eseguiti, quelli di Luigi Filippo di Francia, della regina Vittoria, di Sissi e di Eugenia di Francia.


Francesca di Bragranza in un ritratto del pittore francese Ary Scheffer, uno dei più colti del XIX secolo, che volle dedicarsi alla realizzazione di una pittura che ottenesse una trasparenza della materia seppur sempre sensuale. Fu molto attratto dal mondo artistico di Shakespeare, Dante, Goethe; celebri di lui “Ombre di Francesca da Rimini e di Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio”.


Francesca di Bragranza in un ritratto del pittore tedesco Franz Xaver Winterhalter.


******Francisca Carolina Joana Carlota Leopoldina Romana Xavier de Paula Micaela Gabriela Rafaela Gonzaga de Bragança, nota come Francesca di Bragranza, donna di grande eleganza, bella e molto colta, amata ed ammirata dalla corte francese che la chiamò “La Belle Françoise”, infatti fu tra tutte le principesse la più popolare, nacque a Rio de Janeiro nell’agosto del 1824 dal’imperatore Pietro I del Brasile e dall’arciduchessa d’Austria, Maria Leopoldina d’Asburgo-Lorena, figlia dell’Imperatore del Sacro romano impero, Francesco II. Il nonno paterno era re Giovanni VI del Portogallo. Pertanto Francesca nacque infanta del Brasile e del Portogallo, ma il destino la fece principessa di Jonville, quale sposa dell’ammiraglio Francesco d'Orléans, figlio di quel Luigi Filippo d’Orleans divenuto “re dei Francesi”, - come volle egli stesso per sottolineare che doveva la corona alla volontà del popolo-, dopo le famose “Tre gloriose di Parigi” del luglio 1830.
La piccola Francesca, che, all’età di non ancora tre anni, perdette la madre e che poco tempo dopo dovette separarsi anche dal padre e dai fratelli che partirono con la seconda moglie di Pietro per Lisbona, ricevette un’educazione molto rigorosa ed accurata; possedeva tutte le qualità che si confanno ad una principessa, compreso il fascino della sua femminilità, quando il principe di Joinville la incontrò per la prima volta. Durante il viaggio verso l’isola di Sant’Elena, per recuperare le spoglie mortali di Napoleone da ricondurre in territorio francese, il figlio del re francese fece una sosta in Brasile e fu ricevuto da Pietro II. Pietro II, detto il Magnanimo, secondo ed ultimo imperatore del Brasile, era fratello di Francesca e fu così che i due principi si conobbero. Francesco d’Orléans, principe di Joinville, ritornato in Brasile, sposò Francesca nel maggio del 1843. Da questo matrimonio nacquero quattro figli, dei quali uno morì presto. La giovane principessa di Rio, trasferitasi alla corte francese, fu presto benvoluta da tutti e accolta con molto entusiasmo per le sue rare qualità. Le barricate del ’48 costrinsero gli Orléans all’abbandono del potere e della reggia e l’avvento della Repubblica li costrinse all’esilio. Ma Francesca, la cui personalità decisa e combattiva rivelava le sue migliori risorse nei momenti di maggiore crisi, fu tanto abile da negoziare a suo favore la fuga della propria famiglia. Dall’esilio si tenne costantemente in contatto per via epistolare col fratello Pietro, con il quale sempre ebbe un rapporto di grande affetto e molte affinità; lui la chiamava “Mana chica”. Le ristrettezze economiche connesse con la mutata situazione la indussero a vendere una parte della sua dote: le terre di Santa Caterina. Esse, che furono vendute alla Companhia Colonizadora Alemã, divennero l’attuale Joinville, prima Colonia Dona Francisca.
Francisca di Braganza morì a Parigi nel marzo 1898.

© rosalia de vecchi

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