sabato 18 gennaio 2014

Sophie Germain, matematica e scienziata

Il pittore Auguste Eugene Leray è  l'autore  di questo dipinto di Sophie a 14 anni

Sophie Germain


Sophie Germain si colloca nel gruppo delle grandi matematiche della storia del passato ed il suo nome è da accostare, per l'importanza ed il valore degli studi da lei condotti, a quello di altre eminenti personalità femminili, che si sono distinte nel campo scientifico-matematico, quali la stessa Ipazia, Maria Gaetana Agnesi, Laura Bassi, Emilie du Chatelet, Sofia Vasilyevna Kovalevskaya.
Nata a Parigi il 1° aprile del 1776 da famiglia ricca e all'avanguardia per i suoi ideali di libertà, Sophie è ricordata ancor oggi non solo per il contributo dato all'evoluzione degli studi matematici, ma anche come simbolo significativo della lotta femminista per l'abbattimento dei pregiudizi e degli ostacoli socio-culturali nei confronti della donna e della sua carriera professionale.
E' sempre molto interessante, quando si affronta la conoscenza dell'iter biografico di un'individualità, poter rilevare alcuni significativi rapporti esistenti tra la realizzazione del destino di questa e gli influssi derivanti dall'ambiente di formazione. Così, anche nel caso di Sophie, non è irrilevante che il padre, ricco commerciante, divenuto poi direttore della Banca di Francia e pertanto appartenente a quella classe borghese che, con la rivoluzione, volle far valere i propri diritti civili e politici, sia stato un rappresentante del Terzo Stato nell'Assemblea Costituente del 1789. Lei, infatti, animata dal medesimo spirito combattivo, lottò per parecchi anni prima di riuscire a veder riconosciuti i suoi talenti matematici all'interno delle istituzioni. E come altre donne della sua epoca perseguì il suo fine senza che alcuna esitazione ne frenasse l'impeto , senza che niente costituisse un ostacolo insormontabile al suo successo. La sua "Bastiglia" da espugnare furono gli ambienti accademici, per introdursi nei quali dovette persino fingersi uomo ed usare uno pseudonimo maschile, quello di Antoine-August Le Blanc. 
Sophie aveva 13 anni , quando scoppiò la rivoluzione e fu proprio quello stesso anno che scoprì la sua passione per la matematica. Come spesso accade, talvolta è un incontro che risveglia quanto giace nella nostra interiorità. Per Sophie l'incontro decisivo fu la lettura del racconto di Plutarco, contenuto in un libro per ragazzi, della morte di Archimede, durante l'assedio di Siracusa: « Ad un tratto entrò nella stanza un soldato e gli ordinò di andare con lui da Marcello. Archimede rispose che sarebbe andato dopo aver risolto il problema e messa in ordine la dimostrazione. Il soldato si adirò, sguainò la spada e lo uccise. ». Sophie ne fu molto colpita, poiché pensava quanto grande dovesse essere stata la passione dello scienziato per la matematica da non avergli fatto badare a salvare la vita!
Da quel momento Sophie cominciò a studiare matematica, dapprima da sola, poi sotto la guida di maestri, i cui metodi però lei stessa riteneva inadeguati alle sue esigenze conoscitive, che non si limitavano certo a quelle di una comune signorina di buona famiglia! Lei affrontava già la lettura diretta delle opere di Newton e di altri matematici, opere che poteva reperire da sé nella biblioteca paterna.
Sophie era ormai giunta al punto di aver necessità di percorrere un iter di formazione superiore degli studi matematici e perciò doveva ad ogni costo abbattere ogni ostacolo si sovrapponesse a questa sua necessità: la scuola superiore di studi scientifico-matematici da pochi anni aperta a Parigi che lei avrebbe voluto frequentare non ammetteva l'ingresso alle donne, per cui decise d'iscriversi sotto pseudonimo maschile e così, pur non potendo frequentare i corsi, ottenne di poter avere e studiare le dispense. Dopo un certo tempo, fu notata per la qualità del suo lavoro, dall'eminente professor Lagrange, il quale, fortunatamente, non smise di apprezzarlo, quando lei dovette rivelargli la sua vera identità. Questo evento fu una nuova svolta nella sua vita di studiosa, poiché, sostenuta dal professor Lagrange, Sophie intraprese gli studi più complessi della teoria dei numeri. Aveva 18 anni quando iniziò questo lavoro che l'avrebbe portata a individuare il "numero primo di Sophie Germain" e che ancor oggi viene ritenuto il più importante dei suoi studi, insieme a quello sulla teoria dell'elasticità. In quello stesso periodo diede inizio al suo carteggio con Friedrich Gauss ed anche questa volta volle usare lo pseudonimo maschile, per esser certa di essere presa in seria considerazione dal prestigioso matematico. Si preoccupò di Gauss quando Napoleone entrò in Prussia e lo raccomandò ad un amico di famiglia, un generale, che "vegliasse" su di lui, e più tardi, quando finì per rivelare anche a lui la sua vera identità, ancora una volta fu sorpresa nel riceverne apprezzamenti ed incoraggiamenti. Il carteggio si concluse quando il matematico, ricevuta la cattedra di astronomia all'Università di Gottingen, forse perché troppo impegnato in altri campi di ricerca, non rispose più alle sue lettere e lei, non più sostenuta nelle sue ricerche sulla teoria dei numeri dallo scambio con lo studioso, abbandonò questo campo e si dedicò ad altro.
In quei primi anni dell'ottocento il fisico tedesco Ernst Florens Friedrich Chladni portava avanti il suo interessantissimo lavoro sulle lastre vibranti e incontrava anche lo stesso Napoleone, al cospetto del quale dava luogo alle sue affascinanti dimostrazioni sulle vibrazioni impartite a lastre di vetro ricoperte di sabbia finissima. L'Accademia delle Scienze indisse un concorso per cercarne una spiegazione e Napoleone avrebbe offerto un premio in denaro. Sophie vi partecipò tre volte e mentre le prime due volte i suoi calcoli contenevano alcune imperfezioni, per cui non le venne mai riconosciuto il lavoro, infine la terza volta ottenne il riconoscimento. Tuttavia non volle presentarsi alla premiazione, poiché riteneva, dopo il trattamento ricevuto nelle due prime esperienze, un non apprezzamento adeguato al merito. Il suo lavoro sull'argomento, Memoria sulle vibrazioni delle piastre elastiche, è considerato un testo di grande valore. Sophie avrebbe voluto continuare le ricerche in questa direzione, ma la commissione dell'Istituto di Francia non volle nemmeno prendere in considerazione il suo articolo, presa com'era dalla presenza al suo interno di studiosi quali lo stesso Laplace! L'articolo fu scoperto più tardi e fu pubblicato nel 1880.
Sophie aveva però vinto, alla terza prova, l'ambito concorso che la riconobbe, a soli 40 anni, una delle grandi matematiche del suo tempo! E, unica donna, venne accolta all'Accademia delle Scienze, dove poteva frequentare a suo piacimento le varie sessioni. A quel tempo un tal privilegio era riservato soltanto alle mogli degli scienziati che facevano parte dell'Accademia.
Questa donna, questa studiosa, questa matematica, anch'essa destinata, come Sofia Vasilyevna Kovalevskaya ad una breve vita, morì nel giugno del 1831 a Parigi per un tumore. Non si era mai sposata, il padre non aveva infatti "manovrato" la sua esistenza!
I suoi lavori di filosofia della scienza piacquero a Comte.
Anche col suo nome fu ribattezzato un luogo del cielo, individuato in un cratere di Venere!




© rosalia de vecchi

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