giovedì 7 maggio 2015

frans Hals 1580-1666



Nato ad Anversa da una famiglia proveniente da Harlem, dove il padre aveva esercitato la professione di magistrato, mancano notizie certe su di lui fino al 1616, quando fu arrestato per aver picchiato la moglie. Fu solo ammonito di non cadere nello stesso illecito e di evitare le cattive compagnie di ubriachi. Ma non ,molto tempo dopo la moglie morì ed egli convolò in seconde nozze. Da questo matrimonio nacquero ben dieci figli! La seconda moglie era una donna molto forte e paziente che seppe, per lunghi quarantasette anni, sopportare i periodi difficili e di povertà, che si alternarono, nella loro vita, a quelli di prosperità. e non solo: anche il suo carattere difficile e il suo comportamento non sempre irreprensibile. Ma, ciò nonostante, egli era e fu un grande pittore ed anche, perché no? , un uomo capace di allegria che sapeva divertire ed essere di amabile compagnia. Frans Hals era ancora abbastanza giovane-aveva trentasei anni-quando riscosse il suo grande successo in seguito all'esposizione di uno dei suoi cinque quadri di Doelen: il banchetto degli ufficiali della corporazione dei tiratori di San Joris. Erano stati gli stessi ufficiali della corporazione suddetta che, secondo loro tradizione,quella di farsi ritrarre di tanto in tanto in alta uniforme, commissionarono il quadro ad Hans. Tutti vistosamente vestiti , convenuti a banchetto, con lo stendardo della compagnia in bella vista, gli ufficiali si videro ritratti nel dipinto e vollero, soddisfatti, dimostrare la loro gratitudine al pittore ricompensandolo lautamente.
Undici anni dopo l'artista eseguì i quadri che oggi sono ritenuti "trofei" dell'arte olandese: Il venditore di aringhe, L'allegro terzetto, il Cavaliere che ride. Questo, con un sorriso misterioso e sottile da venir da alcuni comparato addirittura alla Gioconda! Anche il suo celebre Autoritratto risale al medesimo periodo: con il suo bel volto dallo sguardo non esente da una certa ansia, gli abiti eleganti, le braccia conserte ritrae l'uomo e l'artista che nella vita si dibatté sempre tra arte e bellezza, prosperità e successo da una parte , povertà e miseria, ubriachezza e vizio dall'altra.
Intorno al 1627 venne per lui un secondo periodo fruttuoso: dipinse il secondo gruppo dei Doelen, con il quadro di Gli ufficiali della corporazione di San Joris , dalle tinte forti e luminose, ben adatte a conferire splendore al gruppo di uomini desiderosi di "gloria" da lui ritratti. Richiesto di ritrarli di nuovo, poiché gli ufficiali avevano ancora una volta molto apprezzato la sua prestazione artistica, Hans dimostrò il suo talento conferendo a ciascuno di essi un volto ed un'espressione personale e attraente, tanto che questi suoi ritratti vengono valutati da più parti come i più notevoli ritratti di ogni tempo. Ma ancor più essi acquistano interesse e valore per il loro testimoniare l'ascesa in Olanda di un'orgogliosa classe  media  e  perciò interessavano i critici d'arte di quei tempi, poiché non erano di soggetto religioso né mitologico, non dipingevano paesaggi o nudi...  e anche per lo stile dell'artista che amava  i tratti  frettolosi , le pennellate a macchie colorate che creavano piuttosto suggestioni...
Come spesso accade, chi giace nell'oblio talora riemerge acquistando fama - forse eccessiva- , così oggi Hals è ritenuto da alcuni "il più brillante ritrattista che il mondo abbia visto".
Ma, a prescindere dal voler ad ogni costo immetterlo in una classifica di pittori e/o ritrattisti con l'intenzione di attribuirgli un posto o un primato ben definito, egli è senz'altro artista degno di ammirazione ed amore, come tanti altri che, pur tra le sofferenze della vita, mai smisero di essere sedotti dall'ispirazione artistica e di sedurre con la loro attività creativa un pubblico che pur troppo spesso si lascia suggestionare dalle mode dei tempi.
Famosissimi i suoi ritratti di questo periodo! L'allegro beone, il raccoglitore di sabbia, la zingara, i buffoni., la strega di Harlem.... il ritratto di Descartes che pure deluse il pubblico... e dipinse fino ai suoi ottant'anni, nonostante il destino gli infliggesse colpi assai duri: la malattia mentale ed il conseguente ricovero in manicomio del figlio Pieter, il riformatorio per l'indocile primogenita, le citazioni per debiti, l'umiliazione della miseria e della carità ricevuta.... fino a quando ricevette dal Comune una pensione ed il sussidio di una certa quantità di torba per scaldare il suo focolare... e nel contempo gli fu commissionato di dipingerei due quadri:  Gli amministratori dell'ospizio di carità e le Amministratrici dell'ospizio di carità.
Aveva ormai ottantaquattro anni !
Questi suoi quadri come quelli del gruppo dei Doelen sono oggi esposti nel Museo Frans Hals di Haarlem.

Morì povero e nei secoli immediatamente successivi alla sua dipartita scese nell'oblio del mondo.

© rosalia de vecchi

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